Ethereum non è scalabile

Che cos’è il concetto di scalabilità nel mondo delle criptovalute? In realtà non si tratta altro che della capacità di un fenomeno di crescere o diminuire di scala a seconda della necessità e delle disponibilità. È chiaro che questo concetto applicato alle criptovalute diventa di fondamentale importanza a prescindete che si tratti di Ethereum o di Bitcoin.

I fatti hanno dimostrato che una criptovaluta come Ethereum (o molte altre, elenco completo su www.cripto-valuta.net )potrebbe non essere scalabile, ma simili criptovalute potrebbero essere capaci di molto altro in termini di scalabilità oltre che di incrementare il volume delle transazioni su blockchain.

Ethereum è stato pubblicizzato come un computer di rete mondiale e per questo ha una grande necessità di scalabilità, e tale necessità non riguarda soltanto l’ammontare dei pagamenti ma anche una gamma ancora più ricca di smart contract. In realtà Ethereum si è dimostrato poco scalabile e quindi questo è un problema che va risolto.

Come dare scalabilità a Ethereum?

C’è bisogno di migliorare la scalabilità del sistema e non solo per migliorare la dimensione delle transazioni. Alcune proposte sono state avanzate in tal senso. Jeff Coleman della Ledger Labs, ad esempio, ha proposto un modo che potrebbe funzionare per diversi utilizzi.

Un’idea sarebbe quella dei network off chain, che vengono chiamati anche state channels, che si basa sul fatto che in futuro potrebbe diventare molto costoso fare transazioni direttamente sulla blockchain. Quindi le transazioni dovranno essere eseguite su un network separato, ma allo stesso tempo connesso alla blockchain grazie ad alcune tecniche crittografiche come gli hashed time-lock contracts.

L’idea in questione è stata proposta quando nel 2015 uscì il Lightning Network di Bitcoin con relativo white paper. Di seguito l’idea venne portata in Ethereum dagli autori del Raiden Network. Per l’esperto Coleman Ethereum permetterebbe di costruire gli state channels per specifiche applicazioni, ma non mancano le difficoltà.

La soluzione proposta da Noom Network

Loom Network ha già proposto e implementato una soluzione simile, si tratta della creazione di una side chain DAppChains. Ciò comporterebbe che ogni dApp avrebbe la propria chain che gli consente di scalare restando sempre e comunque ancorata al network di Ethereum. Le side chain in questione hanno il proprio modello di consenso DPoS e supportano tipi di transazioni personalizzate come la creazione di account e la pubblicazione di messaggi o il voto.

Quello delle sidechain non è certo un concetto nuovo, se ne è già sentito parlare anche per Bitcoin dove le sidechain potrebbero serre impiegate per introdurre nuove funzionalità al network di Bitcoin. L’esempio a tal riguardo è Rootstock, che è una piattaforma per smart contracts legata alla blockchain di Bitcoin.

Il problema con Loom Network sarebbe la presenza di elementi di centralizzazione ai quali le criptovalute si mostrano sempre allergiche. Le sidechain durante il loro funzionamento sono centralizzate sotto il controllo di loom network, dunque non tutte le operazioni devono essere trasmesse sulla blockchain di Ethereum.

In ogni caso al momento Loom Network rappresenta la soluzione più fattibile perché ha costruito e implementato un prodotto in cui sono concentrate un gran numero di soluzioni di scalabilità per Ethereum.

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